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giovedì 13 dicembre 2007

Tir: Trasportatori Italiani Rissosi




Già..

Un po' di riflessioni in merito al caso sotto gli occhi di tutti degli ultimi 3 giorni, di valenza Nazionale.


Un gruppo di persone fanno una protesta. Certo ognuno è libero di manifestare se crede che vengano capestati i propri diritti. Questo avviene di continuo nel nostro Paese. E' di poco tempo fa' la protesta di altri mezzi di trasporto: treni, aerei, taxi: la protesta a Roma è rientrata.Paralisi scongiurata, ma si è scesi a compromessi e le 500 licenze osteggiate verranno aggiunte.

Tutti vogliono tutto, e nessuno vuole che gli si tocchi i propri sacri e inviolabili diritti. Volontà alcune volte simili all'Italia dei Comuni nel Medioevo.

Tardo Medio Evo - un po' di dietrologia e storia

cor|po|ra|zió|ne
s.f.
1a TS stor., in Roma antica, unione di individui accomunati dalla stessa funzione o professione | in età medievale e sino al XVIII sec., associazione di persone svolgenti lo stesso lavoro e riunite per la difesa degli interessi comuni: la c. dei mercanti fiorentini | nel periodo fascista, organo di diritto pubblico che riuniva i sindacati fascisti dei lavoratori e dei datori di lavoro, cui erano attribuite funzioni normative, consultive e conciliative


Nel tardo medio evo, che erano presenti delle corporazioni dei mestieri , ecco bene in quel periodo storico nacquero queste categorie per venire incontro a dei disagi e per avvantaggiare quei piccoli e pochi "mastri" produttori che potessero autoregolamentarsi contro i brigati del mestiere. (?)

Ora.. siamo nell'era della Globalizzazione dei trasporti veloci?!?!
Possa piacere o meno questo è un dato di fatto.

Questo tipo di categorie si sono nei Secoli stratififcate nell'Italietta del pallone, delle veline e dei Veleni.


Casta: siamo sicuri Antonio Stella abbia visto bene?

Un libro molto discusso che spero di leggere al più presto..
Siamo di fronte a comportamenti corporazionali, da Casta si è fatto tanto per gridare al - giustissimo e pestilenziale secondo me - scandalo della Casta politica , di quei 600000 che dovrebbero occuparsi di politica in modo saltuario, ed in realtà lo fanno come se fosse una vera e propria carriera(Vedi quel simpaticone di Mastella ^^).No non c'è più da meravigliarsi,questo fenomeno non è solo italiano ed è diffuso in larga maggioranza nel globo civilizzato e occidentalizzato.Delego a paradiso terrestre i ritagli del pianeta senza tecnologia dove ancora ci si vuole bene come una comunità, parlo di quelle tribù CentrAfricane o centro Amazzoniche per le quali la collettività è il bene principale da difendere perchè significa difendere in modo diretto il bene del Singolo individuo. A volte mi piacerebbe vivere con loro, ma con il senno del poi e l'aspettativa di vita di 40 anni di media mi farebbe ripensare più volte sulla decisione. Però non sarebbe male...

In inglese o comunque nella maggioranza dei paesi anglofoni questo tipo di "attapiramento" viene chiamato NIMG:"Not In my Garden", nessuno vuole che si tocchino le singole proprietà, verità, poltrone e posti d'onore... Sono troppo duro?!... credo proprio di no.

Cosa succede ora!?

Dalle ultime agenzie Ansa, e da quello che scrive nel nuovo articolo aggornato stile agenzia, Repubblica, l'andazzo sembrerebbe quello di proseguire la protesta ad Interim, senza cedere alle richieste di sblocco del Governo.Nell'Italia è paralisi.Come altri il trasporto delle merci su gomma è un servizio, questo ha avuto effetto come: mancato approvviggionamento delle derrate alimentari di primo bisogno, scarsità dei carburanti, fermo senza preavviso di molte grandi Aziende e nei più disparati settori che sono direttamente colpite dai blocchi perchè totalmente dipendenti dalle consegne infrasettimanali: Fiat, Barilla hanno i lavoratori a spasso 30 - 40000 le stime. Supermercati hanno le scorte oramai terminate, a breve termine anche mense ospedaliere Militari, scolastiche , Universitarie.

Un Paese in ginocchio, i Talloni d'Achille o le parti Molli. Da questo lungo elenco le considerazioni personali, non condivisibili, ma LAMPANTI!

Siamo un paese con un grande handicap , se qualcuno volesse fare una rapina e i malviventi avrebbero quasi-vita facile, anche per loro la benza finisce, previa ricettazione di una cisterna a zonzo per la Penisola. Sono possibili degli Attacchi terroristici(facendo gli scongiuri), le consegguenze sarebbero disastrose, mancanze di rifornimenti immediati per gli Ospedali, Aereoporti, POLIZIA. Vogliono protestare?... benisssimo che lo facciano, però, non condivido chi mi dice che se per far valere i prorpi diritti ben venfga la paralisi: NO.

Non lo accetto, mi viene garantito dalla costituzione di questo Paese per la quale i miei nonni hanno combattuto che io possa liberamente circolare e NESSUNO DEVE poterlo impedire. Qui si parla di grandi violazioni civili:Fuori Legge.Non possono obbligare le persone a rimanere dove sono contro la loro volontà se non è la magistratura o le forze dell'ordine ad impedirlo.Nota dolente anzi dolentissima(ma in realtà è proprio quello che volevano provocare) il fermo di questi giorni flette in modo inevitabile la nostra economia.Tonnellate di prodotti che vanno deterorandosi nei rimorchi ed industrie che perdono milioni di euro al giorno. Quando ci fù il Black Out 3 anni fà venne presa l'Enel come capro espiatorio per cattiva gestione degli impianti.Qui dei privati in barba al loro codice di autoregolamentazione fanno dei blocchi integrali,perchè? sono esasperati non dò loro tutti i torti... hanno le loro ragioni il governo(se sono vere tutte le notizie diramate in merito, non c'è tanto da fidarsi) avrebbe ignorato in modo palese le richieste ripetute degli autotrasportatori.

L'Epilogo? Ai Sindalcalisti l'ardua Sentenza.
I sindacalisti hanno urlato un' incotro e - stando alle agenzie - il governo abbia presentato una soluzione copia&incolla di soluzioni promesse un'anno fà senza alcuna certezza e con un perentorio prendere o lasciare.Loro, i sindacalisti, vogliono il pugno di ferro fino a che non verrano attuate procedure che chiedono.Qui va tutto a rotoli. Detengono i blocchi ma si mettono daccordo sui servizi di prima.

Intanto gli allevatori fra poco dichiarano fallimento intere catene chiudono i battenti e si rischia di rimanere senza cibo?


recita Repubblica

...Un Corno! il Governo non ci stà!.
Scattano gli arresti, la Polizia ha sorpreso sciacalli in azione nelle areee di Sevizio a trafugare gasolio altrui. I facinorosi che hanno bloccato le Arterie Principalei segnalati, revocheranno le licenze... mi sta bene.

Tu che ti senti colpito puoi protestare per provocare dei disagi, è vero, è giusto, la costituzione te lo garantisce, ma non quella di violare in modo deliberatola libertà altrui.Infatti cè chi fà i presidi al lato dei caselli e chi intraversa i mezzi e impedire ad altri, che non possono e non vogliono aderire di passare; i casi Estremi a Napoli dove si tagliano le ruote e malmenano gli autotrasportatori.

Si vuole fare la rivoluzione,per avere privilegi alla propria casta.L'Italia è palesemente imbrigliata in politiche pericolose di Commercio.Il trasporto, almeno su importanti collegamenti, si potrebbe tranquillamente spostare su rotaia, questo renderebbe la vita facile a molti sopratutto ai cittadini, qui il concetto di colettività dincevo, manca.Se si applicasse i costi di trasporto, attesa, verrebbero abattuti, meno pedaggi autostradali,percentuale inquinanti sensibilmente minore, circolazione dei "bisonti"ridotte. Si ridurrebbe lo steess anche per loro, i camionisti.Alcuni mangnati del traporto OBBLIGANO i camionisti sotto contratto molte volte a non rispettare le normali regole di ingaggioe da qui tutti i pericoli che ne derivano.

Un'altra cosa che mi salta all'occhio:siamo totalmente dipendenti dalla benzina.
Chissà come hanno esultato questi giorni i fortunati- dico io - possessori di auto ibride, che a fronte di un costo maggiorato anche di 2-3000 euro si potevano permettere il lusso in questi giorni di circolare liberamente senza stress di trovare pompe di benzina aperte e non a secco.I mezzi di locomozione alternativi devono essere incentivati, altrimenti la prossima volta si va nello sfacello più di quanto non si stia già attuamente.

Ce ne sarebbero di benefici a ridimensionare i trasporti di merci altro che, e non con la mastodontica e paventata TAV, ma con le normali linee di comunicazione ferroviaria sottoutilizzate.Ma gli interessi sono tanti,anzi,troppi:petrolieri, costruttori di pneumatici,costruttori di autoarticolati; tutti vogliono imporre il loro balzello, l'effetto sull'economia è palese.Se una volta ogni tanto si pensasse ai più e non ai pochi le cose qui migliorerebbero.

E vene beddhra passcareddhra!.. e la facimu certu la casa a Cannizzi!!

domenica 25 novembre 2007

Pisa Vini - I pisani + schietti parte prima



img: www.pisavini.it


Pronti? siete comodi?

Mi sembra proprio il formaggio di dire..
bello Pisa Vini..

In compagnia dell'amico Peppe ci siamo avviati per questa importante e rappresentativa manifestazione del panorama olivo-eno-gastronomico Pisano.
Un trentina tra i vari produttori id olio, vino (molti di più), e prodotti caserari dell' circondario, ci hanno fatto scorpire dei profumi e delle sensazioni gustative autoctone, di nicchia, GENUINE!!


arrivati verso le 15.15 ci siamo addentrati nel mondo non prima di aver ricevuto delle delucidazioni sulla manifestazioni dalla signorina di colore molto cortese (e carina) che ci ha brevemente illustrato come si sviluppava il passaggio nelle farie fasi.

"Oggi 25/11 sono presenti le degustazioni guidate dell'olio alle 15.30e della Grappa alle 17.30."

Dopo un breve divagheggiare con il primo produttore di chianti( devo dire un Sangiovese in purezza barricato che spaccava lo stomaco se non fosse per il brasato mensaiolo.) ci siamo avviati di buona lena all' interno della sala della degustazione di olio. Però prima di arrivare alla saletta siamo passati dagli stand ben organizzati dei locali produttori di Miele , prodotti Caseari, ragù e prosciutti di cacciaggione.

Primo assaggio: pecorino delle colline pisane accompangato da miele di Spiaggia del Parco di San Rossore.. Delicatissimo.. un abbinamento che trionfava nel palato e che soprattuto ripuliva dal senso di aspro e retroattivo amarognolo dato dal Corposo Sangiovese.Quindi ci siamo dilettatati con un altri della stessa azienda, miele di castagno ed infine di Acacia.

Devo sinceramente dire che il miele di Castagno è stata una piacevole sorpresa.Un gusto complesso profondo che bene si legava con il pecorino...

Ora mi direte: "Ma che stai addì ma come ca*** parli!!"

XD

e ragazzi che volete che vi dica a me ste manifestazioni ME LIKE!!!

me ACCHIAPPENO!!! mi sono divertito un mondo..

e fate conto che sto scrivendo anche tutto mezzo storto dopo tanti assaggi e assaggini heheh.. ho fatto il sequel del pranzo lo spuntino, l'aperitivo il preambolo alla cena e il dopo cena messi insieme...


.. ma ritornando al discorso forbito e ricco di Neologismi dicevo ^^


il Castagno una scoperta... invece il miele di Acacia di una delicatezza assoluta..

Anche in questo caso l'accostamento con lo stesso pecorino metteva in risalto in modo ambivalente le caratteristiche dei due prodotti.

Il primo seguiva la potenza ed eccessiva sapidità di sapori dati da un pecorino piccante in cui spiccava la nota di sale, addolcendola e amalgamandola in un guscio deciso seppur dolce.

La seconda aveva il tipico aspetto del constrasto del (permettetemelo)forte-delicato in cui la nota dolce e delicata dell'acacia contro il pecorino.. ma se il pezzetto avvolto di miele fermo restando poi che le papille gustative della punta della lingua sono quelle adibite a raccogliere i gusti dolci o la "senzazione del dolce".

Dopo questa parentesi siamo passati alla parentesi -seppur breve, l'olio incombeva- della produzione di insaccati e derivati di cacciaggione, direi anche un must, un vero rappresentativo per una regione adagiata ai piedi dell'Arco appeninico Italiano.

C'era di tutto e di più: ragu alla lepre, capriolo, cinghiale, faggiano, muflone(??)

Tornando alla descrizione, siamo passati alla degustazione di pane e salamino di capriolo, nuovo mai provato prima, poco grasso ovviamente; ma assaggio degli assagi per soli gourmet: crostino di ragù di cinghiale caldo per Peppe e ragù di faggiano per me.

Inutile dire che la carne di selvaggina sia saporita e ricca di sapori agresti( e mmo basta con sti termini :) ) ma non abbiamo voluto approfondire, sopratutto perchè la sacca sotto vuoto di salamino di Muflone ci ha sdubbiati e non poco.. perc carità sarà buono ma 30 euro/Kg Oo, occhio e croce saranno stati 3 etti non di più.

Quindi ci siamo spostati nell'altro punto dei gazebi preambolo che vedevano la partecipazione di 4 produttori caseari, in sequenza i mie assagi; ma l'ordine con cui erano disposti i produttori è inversa.

Pecorino fresco: pasta molle, stando alle parole della bambina dello stand quella forma ancora filava sta mani!... non forte come quello precedente, perchè stagionato , ma ne parliamo più avanti.

Pecorino di latte crudo stagionato in grotta:Veramente interessante, la crosta aveva una colorazione giallognola tendente all'arancio in alcuni tratti marroncina,dettata dalle muffe e dall'ambiente estremamente umido.La particolarità di questo formaggio era proprio questa: le muffe non così evidenti ma avevano dato il caratteristico sapore "piccante" del gorgonzola, vagamente si richiamava al suo sapore, ma il bello era proprio il latte di pecora ;)

Come prontamente, sempre la bambina, lei l'informatissima, ci raccontava come il mastro casaro nonchè suo Padre, praticasse proprio per favorire il processo di stagionatura , dei buchi nella pasta e le muffe entrano poi agevolmente.

Ecco il pecorino che dicevo l'Azienda Busti riforniva il banchetto del miele eprodce anche altre delizie.

Pecorino breve stagionatura con pesto e pinoli: delicato, fresco abbinabilissimo.
Pecorino con Vinaccia: Interessante prodotto la cui crosta, normale, è ricoperta di vinaccia di Sangiovese della vendemmia prodotta dalla stessa azienda, la quale fa stagionare poi il formaggio all'interno delle botti con una residuo di questa vinaccia.La stogionatura avviene per i mesi dovuti nelle botti fa rappredere il formaggio di un gusto veramente sottile, nel palato appare come una nota floreale...

Me la scipperanno mica quelli del Gambero Rosso sta descrizione??

Pecorino con spezie: infine pezzo di formaggio interamento ricoperto in caso di crosta da una "panatura" è il termine adatto, di un mix piante aromatiche forti e profumate di campo, per quello che posso aver capito c'era del ginepro, si vedevano gli aghettini e se ne senitiva l'odore intenso.

Finita la simpatica carrellata smazzapalati di formaggi saliamo le scale della stazione Leopolda per la saletta della degustazione dell'olio. A primo impatto ho pensato "caspita che accuratezza"... quindi era un vero e proprio saggio di olii con tutti i crismi, tavole imbandite posti sistemati con strane sputacchiere( che ovviamente abbiamo scoperto a metà assaggio io e Pe che fossero quelle) biccherini e quarto di Granny Smith nel piatto per pulire la bocca,per finire tabelle di valutazione ufficiale dell'associazione o gruppo non so bene di preciso capel degli assaggiatori del Pisano.

A fare da cicerone , almeno per noi due sprovveduti e assolutamente novelli a queste specie, per altri erano presenti un paio di produttori della mostra, il grande Vecchio, un signore sulla Settantina dal volto simpatico e la camicia a quadrettoni che parlava lento con garbo per faci capire "a modo" quali siano i metodi i modi e le valutazioni da utilizzare per approcciarsi al mondo dell'olio.

Dopo una dovuta divagazione sul fatto che il mercato dell'olio seppur importante come il vino, ha una sua complessità intrinseca data dal prodotto dell'agricoltura in quanto usato come "condimento" e non come "bevanda" sia sempre stato poco valutato, parafrasando la Guida.Quindi per forza di cose le considerazioni, le capacità di analisi, di scelta di una razza, di una coltivazione e di un prodotto finito sono molto complesse.

Come ci si approccia all'Olio, manuale per assaggiatori in erba...


Or bene la tecnica consigliata per sentire un olio qual'è:
si prende il bicchierino, lo si scanda fra le mani e poi con un ampio movimento e con l'aiuto di un fazzoletto permette ai 30 gradi nei palmi di far scaturire tutte quelle sostanze che profumano nell'olio, a quanto detto dal nostro mentore sono un 2% di sostanze saponificabili e polifenoli con sostanze simili, queste ci riveleranno il bouchet!

L'assaggio vero e proprio: si beve il poco contenuto, dopo un paio di annusate per sentirne la fraganza, la delicatezza e tutto quello che l'olio può ricordarci nell'olfatto ma che a volte non sappiamo dare nome.Invece nella magica tabellina c'era tutta la frutta secca di questo Mondo!


noce, noce secca, erba, foglia..(!)

Allora a voi come è sembrato di erba?: e se si che erba? erba fresca o secca, se fresa appena tangliata o no, sapeva di foglia?...


ci sarebbe da dirsi caspita quanti peli nell'uovo, però è vero affinare il gusto serve a concetrare e catalizzare l'attenzione sul prodotto finito.
Come giustamente ci menzionavano la sede non ci permetteva la giusta concetrazione, ma chi lo fa di professione o passione ci mette intere sedute di ore e ore ad assaggiare e riassaggiare con calma e in silenzio.Il silenzio, alcune emozioni sono legate ai ricordi, anzi tutte, quindi dare un giudizio sulle emozioni di cose e profumi che possono venire alla mente con questo o quello sono molto distinte e personali a volte confrontarsi può incidere su una valutazione come anche non si può tutto standardizzare.

Divagazioni a parte una volta in bocca si tiene per una ventina di secondi nel palato facendo brevi gorgoglii per sentire la fragranza di retrogusto..

Quindi le valutazioni, se sulla prima eravamo un po' tutti ritenuti a far domande (ma non tanto) sulle altre le dichiarazioni sono fluite ..

insomma abbiamo capito in generale un po' di cose da questo interessantissimo incontro, seppur breve:

Entro la fine dell' assaggio si possono notare nell'olio le caratteristiche di piccantezza e amarezza, la grassenza in genrale durante tutto il processo.Poi sia chiaro è quello che ho capito oggi in una mezz'ora di spiegazioni vere e proprie e conoscenze di corollario per il resto.

E' certa una cosa al supermercato ci sono oliacci schifosi!!

Mamma mia.. l'ultimo dei quattro olii...

Ci hanno fatto saggiare dopo una terna di buoni olii.. un'affare cinese di una abilmente camuffata bottiglia con dell'alluminio, ma a me non mi fregano: mi sembrava una bottiglia di carapelli, ma per essere sicuro per curiosità andrò al supermercato a vedere... un olio... mammina!!..

Si sentiva la sensazione di unto, di sgradevole in bocca , cattivo amaro e piccantissimo il sapore. La corretta dizione di quella sensazione è morchia, quella sostanza che rimane alla base di una frangitura e di un non perfetto filtraggio, quindi i residui di polpa rimangaono nell'olio e cominciano poi a fermentare.

Dal De Mauro possiamo leggere:

mòr|chia
s.f.
1 TS industr., residuo dell’olio di oliva, costituito da sostanze grasse e legnose, utilizzato nella preparazione di saponi, di lubrificanti, come concime, ecc.


Sgradevole, il fine palato poi del Mentore ci ha fatto notare che il sapore veniva con molta probabilità dalla frangitura di olive di varietà Tunisina o Spagnola di neanche grande qualità, rimaneggiato dall'oliaiolo.In definitiva si è riassunto:

Se nasci tondo non muori quadrato

... se le olive sono cattive l'olio non lo migliori.
E con questo finisce la guida oliosa..

segue...

Pisa Vini - I pisani + schietti parte seconda

continua...

E si ritorna ai vini.. altrimenti che PisaVIni è?..
certo no?!.
Tornando nel salone pricipale c'era una bolgia invredibile, veramente..
Il rpimo pomeriggio poca gente tranquillissimo, alle 17 era una bolgia di persone no sciamare avanti e in dietro.. che grand Casino.Tutti i banchi dei produttori erano in fermento.

Preciso, a me e Pe all'entrata ci hanno bardati di tutto punto, info, depliant e sacchetina con calice di cristallo per l'ingresso per la modica cifra di 8 euro..

Direi che ne è valsa la pena.. :)

Il salone dei vini e dell'allegria

Tornati nella sala principale c'era un grande via vai e tante persone distinte:
persone colte , persone coi baffi colte, persone normali, punkabbestia(e capirai a Pisa poi) con cane al Seguito, professori (c'era anche Giovgio... quella pazza!)
persone con i capelli a "padella".. amici, conoscenti, c'erano quelli che si credevano.. e quelli che credevano di credersi invece non capivano un tubo, (forse anche noi). Vabbè ma noi spudoratamente facevamo i pirla facendo finta di annusare qua e là il bicchiere avvinato leggermente dal nettare di Bacco.

Appena entrati , io facevo i domandoni neanche fossi al TELEMIKE del giovedì sera (intano era Domenica >.< ) prima ai sommelier dell' Associazione degli Albergatori Pisani, e poi a quelli della AIS(Associazione Italiana Sommelier).. non si sa mai esce un corso di assaggio, qualcosa... io la mia mail alla ragazza dai capelli biondi e ricci glielo lasciata.. ^^

L'atmosfera è da formicaio, tutti parlottano, sorseggiano, discutono.. si gonfiano tronfi nel loro sapere.. si muovono frenetici da un banchetto all'altro, vino che scorre , bottiglie che vengono stappate in continuazione, addetti che vanno avanti ed indietro con le casse da 6..

...ma certo certo Sangiovese in Purezza..
potevi sentire di tanto in tanto tra questo e quel banchetto..

Ecco infatti ieri ho imparato, anzi abbiamo imparato, che il Chianti altro non è se non un blend di Sangiovese (70-90%) e la restante parte di vitigni Francesi: bordeaux,merlot, o cirà, ma credo si scriva con l'acca.
Insomma la manifestazione sembrava proprio ben riuscita.
In questo diciamo vero e proprio giro di assaggi ci siamo dipanati tra la ventina e passa produttori della vasta provincia pisana che si allarga verso sud al confine con quella di Livorno. Tante le faccie , tanti i sommelier... questa era una cosa che denotava anche la cura con cui l'avevano organizzata... il fatto che tutti gli inservienti fossero al loro posto, ben vestiti, garbati attenti..

Alle varie aziende affiancate dal sommelier di turno ci venivano illustrate le puculiarità dei vini.In particolare abbiamo potuto gradire la Riserva di Badia da Morrona vino corposo di Sangiovese in purezza, permettetemi, non sarò un sommelier ma la sensazione allappante sulla lingua spiccava, e poi il loro Vin Santo, specialità tipica della Toscana, liquoroso si.. ma aveva una dolcezza che mi ricordava in modo particolare il miele di Acacia che avevamo assaggiato nel primo Pomeriggio.Si nel pomeriggio perchè ridendo e scherzando erano 4 ore che stavamo lì.. che bello non ce ne siamo accorti, un po' per il via vai un po' perchè eravamo stonatissimi dai mille assaggi, in viso rossi come delle ciliege.

Di tanto in tanto un grissino ci ripuliva la bocca, che pian piano si assuefaceva al sapore oramai intenso e persiste del Sangiovese, prodotto tipico e presente in tutte le produzioni del luogo. Quindi ci fermiamo a parlare con un sommelier dal viso scavato smunto, ma dagli occhi vispi color ghiaccio.Nel mentre ci versava le etichette e decantava gli uvaggi la curiosità ovviamente mi colse( si.. vabbè lasciamo perdere :) ) una delle bottiglie aveva lo spartano tappo di silicone.

"Mi scusi ma il tappo di silicone che benefici apporta alla bottiglia rispetto ad un assemblato a dischi o monoblocco poroso?... la fa respirae la bottiglia?"

Peppe non sapeva se ridere, bere, o fare entrambe le cose, che poi è quello che ha fatto, ma si è concentrato come me sulla risposta

Si in definitiva hai ragione il silicone non fa respirare il vino quindi sarebbe poco adatto, è vero però che cè un tornaconto di costi,il marketing, l'igiene, non lo puoi mettere su un vino da invecchiamento bla bla bla, BLA BLA bla ... e vi risparmio il resto tutta retorica.

Però la domanda non era fine a se stessa la provocazione aveva fatto breccia, così grazie all'argomento ci siamo messi amorevolmente a parlare in tre di come andassero lescelte del mercato, dei consumatori e delle aziende, lui era molto disponibile e cortese e l'ambiente convogliava.Tra le tante parole ci raccontava come oltre all'utilizzo per vini da tutto pasto e di breve smercio in cui veniva utilizzato il tappo in silicone, di come le nazioni produttrici emergenti adottassero un trucco, aggiungerei bieco per far si che il vino andasse subito a maturazione per la vendita.

In Australia infatti ci raccontava come vengano aggiunti al mosto trucioli di rovere così da permettere il rilascio immediato di tannini nel liquido, permettendo uno smercio nel giro di 4 mesi invece che dei classici 16 (se non erro) di botte o barrique francese.

Il suo Sangiovese al 50% con Malvasia Nera era un abinamento molto ben riuscito...

Si imparavano tante cose, una tra le tante che cambiando produttore, nel mentre ronzavamo anche noi a mo' di calabroni, il passito di vermentino fosse più "fresco" che non il precedente,e che il rosato di Sangiovese in purezza non discostasse tanto dai nostri Rosati.

Anche lì grandi pezzi... io che mi dipanavo tra le etichette e le Aziende produttrici con il Produttore e Peppe oramai alla frutta che si sganasciava con il Coproduttore... che mattacchioni.Ci siamo fatti voler bene un po' da tutti.. sembrava di stare in famiglia, anche con tutti i formalismi del caso.

...Fermentazione manlolattica, Sangiovese, supreme(? me la sto inventando), riserva, 75% in purezza... le parole giravano nella testa..

Stanchi e rintronati ci avviciniamo al bachetto del Produttore di Ghizzano, perchè il pocanzi produttore di rosato "dall' etichetta coi fossili"ci consigliava la sua riserva.Non cè che dire azeccatissima la ricerca, ottimo Chianti, però sul lato faceva capolino un simpatico signore dalla carnagione brunastra e dalla camicia giallo paglierino.Giallo come il colore del suo vermentino fresco che ci faceva avvinare, con tutta la grazia possibile che le sue spesse mani gli consentivano.

Ecco, le mani, quelle hanno attirato la nostra attenzione,grandi, callose, sulle punte dei polpastrelli sengnate da te vecchie ferite e tagli dettati da un coltello che si appresta a togliere la verza dalla radice...

Il signore ci illustra che è uno dei pochi produttori di carne Chianina e ci dà delle dritte sull'acquisto.

Ma quelle mani,guardandoci entrambi in volto io e Peppe scopriamo vicendevolmente che portavano alla mente ricordi, ci ricordavano le nostre estrazioni umili.

"Quelle mani potevano raccontare più di quanto le sue parole non potessero dire"

dissi a Peppe...

Salutatolo e preso l'ennesimo volantino ci rechiamo verso l'uscita oramai era la chiusura cominciavano a spegnere le luci del padiglione e i produttori a mettere via quel che era rimasto.Paonazzi ma contenti uscivamo dalla Leopolda ridacchiando.Al ritorno sul lungarno nel mercato ancora acceso Peppe:

"Gianca sono ancora in tempo devo essere a casa di Chiara per Cena alle 19.30..."

"Certo Pe, sono le 20 meno 10"

XD